Altragricoltura deposita gli atti di denuncia e invita alla responsabilità.

Se questa è la legalità che si aspettano i cittadini allora è un pessimo segnale.
Le richieste di arresto per Gianni Fabbris e l’attacco antisindacale ad Altragricoltura sono dettate da un uso strumentale e ritorsivo della magistratura e da una rilettura irresponsabile delle norme e delle leggi.
Domattina 23 settembre depositiamo gli atti di denuncia.
Alle 12 Conferenza stampa a Matera per divulgare gli atti con cui denunciamo le responsabilità e chiediamo l’intervento degli Organi dello Stato.
Nel mentre sono in corso iniziative in diverse zone d’Italia e si prepara la manifestazione nazionale contro lo Sciacallaggio Sociale e Per il diritto sindacale e dei movimenti a difendere i soggetti colpiti dalla crisi (di cui daremo conto nei prossimi giorni), il Team dei Legali del Soccorso Contadino ha messo a punto le iniziative nelle sedi giudiziarie per chiamare alla responsabilità quanti si sono resi responsabili dell’attacco strumentale ed antisindacale al dirigente di Altragricoltura.
Attacco che, fra l’altro, ha prodotto una sorta di “arresto preventivo” contro Fabbris (accusato di rapina ed estorsione) in modo da poter eseguire un provvedimento contestatissimo su cui pendevano e pendono ricorsi e osservazioni legali.
Domattina (23 settembre) verranno depositati gli atti  legali di denuncia che intendono chiamare in causa quanti abbiano avuto responsabilità nel tentativo evidente di trasformare una vertenza sindacale dal largo consenso nell’opinione pubblica in un atto di gravissima delinquenza comune.
Nel documento che l’esecutivo nazionale di Altragricoltura aveva distribuito sulla vicenda, in relazione alla circostanza per cui nell’atto di richiesta di arresto da parte della Procura della Repubblica di Matera no si fa mai riferimento al fatto che Gianni Fabbris è un dirigente sindacale e che tutti gli atti assunti sono stati compiuti a nome del sindacato che dirige, si legge, fra l’altro: “Occultando l’azione sociale organizzata, in difesa del lavoro e della produzione, si è utilizzata la vecchia tecnica fascista del ventennio che andava alla ricerca dei capi politici, accusandoli di altri reati per arrestarli e impedire qualsiasi formazione di opposizione, per fini democratici, delegittimandola.
“Ma noi” commenta il Presidente di Altragricoltura Tano Malannino nell’illustrare l’iniziativa pubblica sul caso che si terrà in Sicilia a Vittoria mercoledi 24 settembre (una delle tante che si stanno tenendo in diverse zone d’Italia) “non ci stiamo a farci scippare il terreno della legalità per cui ci battiamo e per cui siamo esposti nel chiedere ovunque azioni di contrasto al rischio di penetrazione criminale nelle campagne; da nessuno, nel convincimento che le leggi vanno applicate a garanzia di tutti i cittadini”.
Inizia domani una nuova fase dell’iniziativa di Altragricoltura sulla vicenda che ha colpito il suo dirigente nazionale  con il deposito di atti di denuncia che verranno illustrati e divulgati alle ore 12 in conferenza stampa a Matera in Piazza Vittorio Veneto al Belvedere Guerricchio”.
La conferenza stampa, sarà anche l’occasione per illustrare i passi compiuti in sede parlamentare e presso la Commissione Nazionale Antimafia.
La stampa è invitata.

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