Oggi alle 18,30 in Piazza Eraclea a Policoro, Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame per ottenere il rispetto degli impegni.

Com. Stampa

Oggi Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame che interromperà solo quando
si terrà il tavolo di compromesso che chi ha fatto l’offerta all’asta aveva accettato

Lettera al Vescovo di Tursi ed alle Parrocchie della Diocesi
Incontro domattina con l’Assessore Regionale Michele Ottati e conferenza Stampa al Consiglio Regionale

conteOggi alle ore 18,30 Leonardo Conte inizia il suo sciopero della fame in piazza Eraclea a Policoro che porterà avanti fino a quando non si terrà il tavolo di compromesso su cui chi ha fatto l’offerta per comprare all’asta la sua terra si era impegnato e che è andato deserto per ben due volte nonostante la convocazione da parte del Sindaco di Tursi perchè la controparte non si è presentata.
Leonardo Conte ha inviato stamattina una lettera al Vescovo di Tursi, Monsignor Nolè ed alle parrocchie della Diocesi, in cui si fa appello ad un suo intervento in nome della sua autorità morale dal momento che non tutte le questioni possono essere ricondotte solo alla speculazione ed al denaro ma l’etica delle azioni è base fondante della convivenza pacifica nelle comunità.
La lettera questa mattina (domenica) è consegnata ai parroci di Policoro e lo sarà nei prossimi giorni a tutti i parroci. Nella giornata di oggi verrà inviato un fax/telegramma alla controparte con la richiesta di chiedere al tribunale la sospensione delle procedure esecutive e di sedersi al tavolo di mediazione.
Lo sciopero della fame di Leonardo Conte è sostenuto e supportato dal Comitato per la Difesa di Angela e Leonardo e delle aziende agricole” che sta attivando tutta una serie di iniziative.
Il Comitato per Angela e Leonardo e contro le vendite all’asta si è incontrato ieri sera come annunciato nella Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro in Piazza Heraclea ed, alla fine, con un documento che sarà inviato alla Regione Basilicata, ai consiglieri regionali, ai parlamentari lucani ed al Governo Nazionale ha ribadito che: “la vicenda di Angela e Leonardo è solo la punta di un iceberg che nasconde una realtà gravissima in tutto il Metapontino come nelle aree agricole di tutto il Paese in cui nei decenni scorsi sono stati fatti grandi investimenti da parte degli agricoltori. Una intera generazione di agricoltori ha creduto alla promessa di grandi opportunità che la globalizzazione dei mercati e l’apertura delle frontiere per favorire la competizione avrebbe portato. Promessa fatta loro dalla politica, ovvero da chi ha avuto responsabilità di governo ma anche da tutte le organizzazioni professionali agricole, che avevano garantito un meraviglioso futuro di modernità a condizione che gli agricoltori italiani avessero smesso di fare i contadini e fossero diventati imprenditori investendo sulle imprese agricole capitali. Gli investimenti per gli agricoltori sono possibili ad una sola condizione: smobilizzando e portando a garanzia i patrimoni di terra e proprietà degli agricoltori. Nei decenni scorsi una enorme mole di denaro è stata investita sulla scommessa del mercato globale in una grande innovazione di processo e prodotto da parte degli agricoltori ricorrendo al debito bancario garantito dai patrimoni accumulati dalle generazioni precedenti (padri, nonni, madri) sulla base di una logica forse antica ma per secoli vincente: quella dell’oculatezza e del risparmio contadino legato al lavoro della terra e non certo alla finanziarizzazione dei processi economici. La verità si è purtroppo svelata come la più grande delle menzogne operate in danno degli agricoltori e dei cittadini/consumatori: il crollo dei prezzi al campo e l’aumento vertiginoso dei costi produttivi sono stati solo una cartina di un quadro in cui l’Europa e l’Italia scelgono di poter fare a meno delle nostre aziende produttive che rimangono sempre di più caricate di debiti non remunerati dagli andamenti di mercato. E’ questa la vera natura dell’indebitamento dell’azienda agricola nelle aree produttive una volta forti del nostro Paese: è conseguenza non della capacità degli agricoltori di fare il proprio mestiere ma della incapacità della politica di garantire un quadro in cui gli investimenti abbiano un senso”. Con questo convincimento il “Comitato per la Difesa di Angela e Nando e dell’agricoltura lucana” ha rivendicato tutte le iniziative condotte in questi anni insieme ad Altragricoltura e a molte altre realtà sociali, sindacali e culturali e si rivolge direttamente alla Regione Basilicata ed al Governo con un documento che sarà presentato domattina (21 luglio) alle ore 9 a Potenza all’Assessore Regionale Michele Ottati ed inviato ai Parlamentari lucani in cui, al primo punto, si chiede la Moratoria delle esecuzioni contro le aziende agricole per il tempo necessario a ricontrattare in Europa e con il Governo Nazionale le condizioni di un rilancio vero che assicuri reddito e futuro per chi lavora la terra.
Sempre alle ore 9 di domattina all’assessore Regionale Michele Ottati sarà consegnato un documento con le proposte per il rilancio dell’Azienda Conte e per alcuni interventi nelle aree di crisi dell’agricoltura lucana. Il documento si intitola “TRASFORMARE LA CRISI RURALE IN OPPORTUNITA’ ECONOMICA E SOCIALE” e contiene un pacchetto di proposte operative e progetti per sperimentare in Basilicata la possibilità di assistere le aziende agricole in crisi verso modelli positivi economicamente gestibili.
ALLE ORE 10,30 CONFERENZA STAMPA NELLA SALETTA A PIANO TERRA DEL CONSIGLIO REGIONALE A POTENZA PER ILLUSTRARE LE PROPOSTE PRESENTATE ALLA REGIONE BASILICATA CON L’INVITO A PARTECIPARE ALL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA MICHELE OTTATI.

ALLE ORE 13 CI TROVIAMO TUTTI ALL’AZIENDA CONTE A MADONNELLE (CONFINE FRA TURSI E POLICORO) PER TENERE UN’ASSEMBLEA, PRANZARE ED ATTENDERE L’UFFICIALE GIUDIZIARIO PER IL CAFFE’. SPERIAMO NON VENGA PERCHE’ SI SOSPENDONO LE PROCEDURE E SI TORNI AL TAVOLO

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